GYANA & CHIN MUDRA – SIGNIFICATO

Gyana e Chin mudra sono le posture delle mani più conosciute nello yoga. Sono atteggiamenti psichici che si assumono specialmente per accompagnare pratiche di pranayama e pratiche di meditazione.

Gyana significa conoscenza; Chin significa coscienza; assumere questi mudra significa letteralmente assumere il gesto della conoscenza (intuizione), ed il gesto della coscienza.

Le mani, soprattutto le dita, sono ricche di terminazioni nervose, e sono un punto di grande dispersione di energia. Assumere questi mudra significa frenare la dispersione energetica; l’energia torna a dirigersi verso l’alto, verso il cervello.

Secondo la scienza dei mudra, ognuna della cinque dita della mano conduce un diverso tipo di energia, e ha un significato profondo.

Il mignolo rappresenta l’energia di Tamas. Tamas è l’inerzia, la letargia. Non a caso, quando si medita, il mignolo è l’unico dito che non tocca il maala, poiché Tamas è l’energia più bassa, più legata agli istinti, mentre con la meditazione si cerca di elevare la propria energia e dirigerla verso l’alto.

L’anulare rappresenta l’energia di Rajas.  Rajas è l’azione, il movimento.

Il medio rappresenta l’energia di Sattva. Sattva è l’equilibrio.

Tamas, Rajas e Sattva sono tre qualità dell’energia che, secondo lo Yoga, dovrebbero essere trascese per evolversi, per avere una comprensione più ampia e profonda della Realtà in cui l’essere umano vive.

Trascendere queste energie significa passare dall’ignoranza alla conoscenza; una conoscenza che ovviamente nulla ha a che fare con l’aspetto razionale o intellettuale dell’esistenza.

L’indice rappresenta la coscienza individuale, mentre il pollice la coscienza universale o divina.

Sia in Gyana che in Chin mudra, l’anulare poggia alla base del pollice, o sotto la punta del pollice, a formare un cerchio. Il cerchio è l’unione per eccellenza.

Yoga significa unire (la dualità delle energie), e il fatto che ciò che rappresenta l’Io (indice) si “inchini” al Sé Universale (pollice), è un ottimo atteggiamento energetico e psichico, per indagare la mente con pratiche meditative profonde.

 

COME SI PRATICANO

 

Gyana e Chin mudra accompagnano quasi tutte le asana meditative, poiché ne duplicano l’effetto. Pollice ed indice sono sempre a contatto a formare un cerchio, mentre le tre dita rimangono rilassate.

Entrambi le mani vengono poi delicatamente appoggiate alle ginocchia, e questa postura crea un importante stimolo energetico al primo chakra, muladhara, responsabile degli istinti primordiali.

In Chin mudra il palmo delle mani è mantenuto rivolto verso l’alto. Questo è un gesto di apertura che, a livello fisico, stimola l’apertura del respiro nel torace.  In gyana mudra il palmo delle mani è invece mantenuto rivolto verso il basso, una postura che è particolarmente benefica per l’elasticità e il benessere di muscoli ed articolazioni.

 


RISORSE UTILI

I mudra