IL SIGNIFICATO

La parola Mudra viene spesso tradotta come atteggiamento psichico o sigillo. Visti dall’esterno possono sembrare dei semplici gesti, oppure delle posture che si assumono, ma il grosso impatto avviene a livello energetico e psichico. A seconda del mudra assunto, in specifiche posizioni yoga o meno, una particolare energia si mette in movimento nel corpo, per influenzare nel cervello schemi comportamentali meccanici od istintuali, che se non vengono armonizzati e gestiti, possono distrarre il praticante yoga.

Questa energia in movimento permette di “pulire”, perfezionare le connessioni energetiche ed interiorizzare più velocemente le pratiche yoga. Modificando un’attitudine, o uno stato di attenzione, il mudra permette lo sviluppo di una diversa consapevolezza. Ad esempio, la percezione di che cos’è lo hatha yoga e della profondità del lavoro con le asana, può migliorare grazie ai mudra, che permettono di percepire il movimento energetico di una posizione, al di là del beneficio fisico immediatamente percepibile.

Mudra è considerata una pratica “avanzata” nello yoga, non tanto per la difficoltà di assumere un gesto o una posizione, ma perché la consapevolezza e la sensibilità alla percezione energetica è più sviluppata in chi pratica già da un po’ di tempo.

Ciò non vuol dire che i benefici e la pratica debba venir negata ai principianti. Anzi, con pazienza, gradualità e costanza, il principiante yoga può esercitarsi con i mudra e vivere esperienze profonde, che trasformano, anche con le posizioni più semplici. Mudra rimane pur sempre un lavoro a livello psichico, che rilascia, purifica ed armonizza i tratti disarmonici, meccanici e disturbanti della mente. In questo modo, con un lavoro serio e costante, percezioni sottili sono possibili anche in tempi brevi.

I mudra vengono tendenzialmente riconosciuti o come una combinazione di pratiche yoga quali asana, pranayama e bandha, oppure si praticano con una postura, un gesto della mano.

L’Hatha Yoga Pradipika un testo di riferimento per tanti yogi nel mondo, considera i mudra un ramo dello yoga indipendente, questo perché si possono raggiungere elevati stati di consapevolezza e sviluppare grande forza psichica.

Le energie potenti che i mudra risvegliano andrebbero però gestite con attenzione. A differenza delle asana ad esempio, che possono essere gestite anche in autonomia, dopo averne fatto esperienza con un buon insegnante, i mudra andrebbero praticati sempre sotto una guida esperta.

Per quanto semplici nell’attuazione, non bisogna dimenticare che questa pratica lavora a livello psichico e il sistema nervoso deve essere pronto e forte, per gestire un aumento di energia psichica. Non a caso, un buon insegnante consiglierà sempre di lavorare intensamente con asana e pranayama, prima di iniziare coi mudra, proprio perché si rinforza e si prepara il sistema nervoso a gestire l’aumento energetico.

I MUDRA – COME FUNZIONANO

In condizione ordinaria, l’energia nel corpo scorre dall’alto verso il basso. Il trascorrere del tempo, i traumi non elaborati, o uno stile di vita vissuto in costante deficit energetico, esauriscono più o meno velocemente il nostro serbatoio energetico, che se non viene costantemente rinnovato e usato per evolversi, è spesso causa dell’invecchiamento precoce o del subentrare delle malattie.

I mudra, come tante altre tecniche sottili dello yoga, invertono questa condizione energetica, facendo fluire l’energia dal basso verso l’alto, creando delle veloci connessioni tra il corpo fisico, il corpo energetico e lo stato psichico.

Questo fatto ha degli aspetti importanti. Se l’energia non viene dissipata e viene spinta verso l’alto, questo garantisce una migliore salute, longevità e buona qualità di vita. Ma non solo, la mente viene profondamente toccata dalla risalita dell’energia verso l’alto, e diventa più facile ritirare i propri sensi e concentrarsi nelle pratiche meditative, come anche in tutti quegli ambiti della vita che richiedono maggior lucidità e responsabilità. I mudra fanno parte di quegli strumenti yoga, utili al risveglio di Kundalini.

CATEGORIE

La tradizione yoga tantrica contempla cinque grandi categorie di mudra, anche se, ne esistono diversi e validi anche da altre tradizioni.

  • Hasta mudra: sono posizioni delle mani e delle dita delle mani, che servono per focalizzare l’attenzione su particolari punti del corpo e per interiorizzarsi più facilmente.
  • Mana mudra: sono posizioni che richiedono un certo grado di esperienza, poiché richiedono un certo controllo degli strumenti dei sensi: occhi, orecchie, naso, lingua e labbra. Sono contemplate anche come tecniche meditative a sé stanti, nel ramo del kundalini yoga.
  • Kaya mudra: sono una combinazione di asana e respiro, per una maggiore concentrazione
  • mudra di chiusura: sono una combinazione di mudra e bandha, e sono pratiche che richiedono una grande consapevolezza e controllo del pavimento pelvico, dell’addome e dell’area della gola.
  • Adhara mudra: sviluppano il controllo consapevole della muscolatura perineale, e sono uno stimolo potente dei centri psichici inferiori, per portare energia al cervello.

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Risorse utili

I Chakra

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