La mia rinascita attraverso lo yoga: il percorso che mi ha portato all’insegnamento

Il cambiamento non è qualcosa che dobbiamo temere. È qualcosa che dovremmo accogliere. Senza cambiamento, nulla in questo mondo potrebbe mai crescere o fiorire, e nessuno in questo mondo sarebbe mai potuto andare avanti e diventare chi è ora.

B.K.S Iyengar

 

Le parole del maestro Iyengar, che oggi accolgo con un sorriso e piena consapevolezza, avrebbero potuto essere per me fonte di angoscia profonda, se ripenso al momento in cui ho iniziato a praticare yoga. 

Mi chiamo Elisa Dorelli e sono un’insegnante yoga specializzata nella cura dei disturbi d’ansia. So bene quanto ancora siano numerosi i pregiudizi verso questa disciplina, specialmente quando si pensa allo yoga come una via di guarigione dagli stati di ansia e di panico. Tuttavia, lo yoga può davvero aiutarti a superare questi problemi, e a lasciarti alle spalle le sensazioni di solitudine e incomprensione con cui convivi quotidianamente.

Se posso affermare questo, è perché io stessa ci sono riuscita e, attraverso questo articolo, voglio spiegarti come ho fatto. Nelle prossime righe troverai un racconto delle mie giornate con l’ansia, e del modo in cui lo Yoga è riuscito a cambiarmi, e a trasformare la mia personalità, la mia mente e le mie azioni, dirigendomi verso un benessere stabile e duraturo, pregno di consapevolezza e salute.

La mia vita prima dello yoga

Da ventenne, la mia vita era una tavola piatta: un lavoro vicino a casa (il posto sicuro), amici di infanzia che incontravo nel weekend a orari prestabiliti e nel solito luogo (evitavo come la peste le folle e le piazze) e un compagno che mi manteneva, e decideva il 90% delle cose da fare, facendomi sentire perfettamente al sicuro. Un passo fuori da questa routine significava crisi di ansia e di panico sicuri. 

Alla monotonia delle mie abitudini, si contrapponeva uno stato d’animo piuttosto altalenante: potevo rimanere apatica per giorni e, improvvisamente, quando sentivo il malessere salire nel petto, buttarmi a capofitto in qualunque sport e stare fuori casa tutto il giorno. 

Questo mio modo maldestro di saltare dall’apatia alla frenesia nell’arco di poco tempo mi faceva impazzire, e faceva impazzire anche le persone che avevo accanto. Molte di loro erano arrivate a pensare che io mentissi, o che lo facessi apposta a stare male solo in determinati momenti e contesti. Mi dicevano semplicemente “smettila, riprenditi e cresci”, il che ovviamente non faceva che peggiorare sempre più la mia salute psico-fisica.

Il turning point

Questa vita in scatoletta non è durata a lungo. Un giorno, mentre ero alla guida della mia auto, sperimentai un attacco di panico fortissimo, e da quel momento decisi che dovevo dare una svolta alla mia vita.

Me lo ricordo ancora quel momento: stavo guidando in autostrada, e all’improvviso sentii braccia e gambe intorpidirsi e il cuore schizzarmi fuori dalla gola. In quello stato, mi era impossibile tenere il volante, per cui mi accostai nel primo parcheggio laterale e svenni dalla paura. 

Quando mi ripresi, pochi minuti dopo, prima ancora di chiamare aiuto, dentro di me era già cambiato qualcosa: c’era un qualcosa che assomigliava ad un urlo, una voce interna che urlava “basta”. 

Questo episodio fu decisivo per me, il mio turning point: o mi lasciavo morire in una vita senza forza e senza scopo, o mi impegnavo a trovare una soluzione concreta a questo malessere. 

Il coraggio di agire

Dopo quella terribile esperienza, non potevo più accettare di vivere in quel modo e così decisi di agire. Mi guardai attorno, e vidi che da poco avevano aperto un centro yoga proprio vicino a dove abitavo. Decisi di provare.

Avevo 24 anni, non mi attirava troppo l’idea di fare una cosa che sembrava ginnastica posturale, ma c’era questa strana credenza che lo yoga facesse bene per lo stress e così ho provato, senza crederci troppo. Di pregiudizi nei confronti di questa disciplina ne avevo tanti  e, in effetti, sono arrivata alla mia lezione di prova pensando:

 

  • “non è uno sport, è cosa per vecchi, tipo ginnastica posturale, e non fa per me”
  • “per fare yoga devi conoscere qualcosa dell’India? è tipo una setta?” 
  • “sono rigida e tesa, non riesco nemmeno a star seduta per 1 minuto, che vergogna enorme se me ne vado prima” (avevo già deciso che mi sarei messa vicino alla porta per scappare)
  • “non credo che mi rilasserò, non riesco a farlo da sola, figuriamoci davanti a tutti”

 

Tutti questi pensieri giravano nella mia testa come un loop senza fine, ed è stato solo partecipando alla lezione che capì che quelli che avevo erano tutti pregiudizi. 

Dopo quella prima lezione, infatti, sentii subito che qualcosa era cambiato, perché avevo trascorso la mia prima notte senza insonnia. Non ci potevo credere, non dormivo bene da anni, e mi era bastata una sola lezione per recuperare il sonno. 

Avevo capito subito che con lo yoga poteva aprirsi per me una strada di guarigione reale, e così è stato.

Gli ostacoli della prima lezione

Quando ho deciso di provare yoga, il più grande ostacolo di quel momento era l’insonnia: senza dormire bene, le difficoltà di tutti i giorni si ingrossavano esponenzialmente. 

Ricordo che la cosa più difficile all’inizio, oltre a cercare di star ferma immobile, era chiudere gli occhi, sapendo che c’era qualcuno che mi guardava. Questa azione mi richiedeva uno sforzo enorme, considerato che, per me, avere il controllo su ogni cosa era ciò che contava di più. 

Poi ci è stato chiesto di prestare attenzione al respiro e di eseguire i movimenti in maniera consapevole. Ho passato i primi quindici minuti sulla difensiva, e mi sentivo totalmente incapace.

Qualcosa da metà lezione ha iniziato a cambiare. Anche se fisicamente mi sentivo molto stanca, internamente iniziavo a sentirmi molto più leggera: una leggerezza interna, intima, che riguardava sia la mente, che l’animo. Questa esperienza, che all’inizio era durata poco più di un minuto, mi ha permesso di lasciarmi andare e di sentire il mio respiro, il mio pianto, il mio essere viva.

Dopo quella lezione sono tornata a casa, e ho fatto un sonno talmente rigenerante che la mattina seguente, quando mi sono svegliata, non ho potuto che dire: “sì, qui c’è una reale soluzione, e voglio vedere dove mi porta”.

Il cambiamento

Del mio percorso yoga, ciò che maggiormente mi ha sorpreso è che mai mi sarei aspettata di cambiare così tanto. Non pensavo di potermi guardare allo specchio con gli occhi dell’amore e della gentilezza, e di vivere una vita piena e realizzata, scoprendo ogni giorno qualcosa di nuovo su di me, e trovando una nuova forza.

Ho iniziato questo percorso negli anni dell’università. All’inizio ogni esame e ogni lezione era un parto: mi bloccavo per l’emozione, avevo mani, piedi e testa sudati e, se vedevo l”aula piena, tendevo a stare vicino alla porta, pronta a scappare al minimo accenno di crisi. 

Molto spesso mi sono chiesta che ci facessi lì. Certo, amavo le lingue e le culture estere, ma che speranza avevo di impararle, se non comunicavo bene nemmeno nella mia lingua? Questa era la mia realtà ogni giorno: vedevo gli altri divertirsi, realizzarsi, sognare in grande e io congelata in uno stato di ansia perenne. 

Con l’arrivo dello yoga, anche questa sfera della mia vita ha iniziato a beneficiarne. Ovviamente all’inizio è stato difficile e, quando ero in preda al panico, finivo comunque col chiudermi in bagno, ma invece di passarci un’ora, mi bastavano dieci minuti. Col tempo gli attacchi di ansia e panico sono diventati sempre più gestibili, così come è diventato più semplice passare gli esami, e parlare in pubblico, tant’è che sono arrivata alla laurea con un solo anno di ritardo.

Grazie agli strumenti che ho acquisito attraverso lo yoga, oggi la mia vita può fluire serenamente, qualunque cosa mi succeda esternamente, perché ho imparato a trovare la mia oasi di pace e di calma, tutte le volte che ne ho bisogno.

Cosa ho appreso praticando yoga

Il primo grande insegnamento che ho ricevuto dallo yoga è stato capire che non è possibile separare l’emotività, dal corpo e dalla mente perché tutti e tre si influenzano a vicenda, in modo costante. Così è nata la mia consapevolezza, comprendendo che il mio corpo teso e rigido, altro non era che la cartina tornasole di una mente severa, di pensieri auto-distruttivi, ed emozioni castrate, che negli anni non mi sono mai permessa di vivere.

Per sbloccare questa catena di blocchi interiori, ho intuito che era fondamentale lavorare su tutti questi tre punti insieme, e che il rilassamento non poteva più essere considerato un ritaglio di tempo durante le vacanze, ma una necessità quotidiana per vivere bene.

Il secondo grande insegnamento riguarda il respiro. Ciò che mi disse il mio maestro fu “respira bene e tutto il tuo corpo ne gioverà. Respira consapevolmente e controllerai tutto il tuo mondo emotivo e mentale”. Era esattamente quello di cui avevo bisogno, ma non lo sapevo. Fino a quel momento, non solo non avevo mai respirato correttamente, ma avevo sempre vissuto col diaframma bloccato, provando costantemente una sensazione di pungo allo stomaco. Imparando a respirare bene, e in modo consapevole, ho ritrovato l’energia, e sperimentato un senso di gioia ed euforia che le parole difficilmente possono spiegare. Ma, notizia ancora più bella, se prima i miei attacchi d’ansia si verificavano quotidianamente, anche più volte al giorno, con la pratica costante queste crisi hanno iniziato a ridursi sia in termini di frequenza (2/3 volte a settimana) sia in termini di intensità. 

Terzo ed ultimo grande insegnamento che ho ricevuto con lo yoga è che nulla si può controllare nella vita, tranne che se stessi. Rimanere sereni e rilassati, anche nella più grande incertezza, è possibile se si rinforzano le proprie radici e si cerca il contatto onesto con il proprio centro e la propria essenza.

Come è sorta la voglia di insegnare yoga

Dopo diversi anni come praticante yoga, mi sono accorta che non solo avevo ricevuto tantissimo, ma ho realizzato consciamente che lo yoga mi aveva davvero salvato la vita. Non è stato solo un cambio di stile di vita; lo Yoga mi ha letteralmente salvato da una realtà di sofferenza fisica, emotiva e di povertà spirituale. 

Mi è sorto spontaneo il pensiero di poter trasmettere tutti questi benefici ad altri. Quando il mio maestro mi propose la formazione quadriennale come insegnante, mi fu spontaneo dire si.

Mi elettrizzava l’idea di poter essere d’aiuto alle persone, di sentirmi finalmente utile in qualcosa in cui ero brava, e che amavo. Avevo imparato a guardare alla mia sofferenza, come a una grande maestra, la migliore che potessi avere. Allo stesso modo, consideravo la pratica yoga e il mio maestro come delle vere e proprie benedizioni, elementi che avevano reso possibile la mia trasformazione.

La realizzazione di un sogno: il corso di Yoga Terapia per l’ansia

Quando ho iniziato ad insegnare, mi sono accorta che tutti gli allievi che venivano da me avevano l’ansia, chi più grave, chi meno, ma soffrivano tutti di questo malessere. Sebbene non fosse la ragione principale dichiarata per cui iniziavano yoga, dopo poco, tutti arrivavano da me chiedendomi se la pratica fosse in grado di aiutarli anche per l’ansia. 

Ovviamente rispondevo di sì e gli raccontavo aneddoti sulla mia storia; la loro risposta era quasi sempre la stessa: “finalmente qualcuno che capisce”. E’ stato proprio parlando con i miei allievi, osservando anche la loro trasformazione, che ho compreso che con le mie conoscenze ed esperienze potevo davvero fare la differenza nella vita di queste persone. 

Ho deciso quindi di ri-analizzare e ri-studiare a fondo tutte le pratiche yoga che mi erano state più utili nei primi mesi di pratica, e mi sono iscritta ad un master in Yoga Terapia,  così da dare maggior senso e professionalità a tutto. 

Questo insieme di conoscenze, unito alla mia esperienza come insegnante, mi hanno permesso di dar vita al percorso di Yoga Terapia per l’ansia. Per me fu subito chiaro che questo percorso era l’ideale, per aiutare le persone con ansia; la riprova di questo non si fece attendere;  la mia prima allieva, Laura, in pochi mesi è riuscita a gestire la sua ansia, dopo sette lunghi anni di sofferenza.

La prima storia di trasformazione

Laura era rimasta chiusa in casa per l’ansia per sette lunghi anni, chiudendosi e perdendo totalmente la fiducia verso sé stessa. Quando mi ha chiesto aiuto, esordì dicendomi: “senti, io le ho già provate tutte, non so nemmeno bene cosa sia lo Yoga, ma se mi aiuti concretamente a riprendermi la mia vita e la mia serenità, penso che ti sarò grata a vita.”

I risultati non hanno tardato ad arrivare.

Dopo il primo mese, Laura ha iniziato a dormire bene e a rilassarsi; dopo tre mesi, ha iniziato a controllare perfettamente gli stati ansiosi; dopo 5/6 mesi ha ripreso a guidare da sola, ad uscire di casa, a prendere treni e a viaggiare su lunghe distanze.

Dopo neanche un anno di lavoro insieme, mi scrive questo bellissimo messaggio

Screenshot allieva Bazzan

Laura ha avuto ottimi risultati, perché ha compreso un aspetto fondamentale della crescita e del lavoro su di sé: troppe parole non servono, ma l’esperienza della trasformazione energetica, che avviene grazie alla pratica Yoga e ad una buona guida, ti cambia inesorabilmente, in meglio.

Intraprendi il tuo percorso di cambiamento

Se stai leggendo queste parole, è probabile che tu stia cercando una via d’uscita dalla tua situazione attuale, desideroso di abbandonare l’ansia e di trovare la serenità. In questo viaggio di trasformazione, lo yoga può essere una risorsa preziosa da avere al tuo fianco.

Lo yoga non è solo un’attività fisica, ma un viaggio profondo verso il benessere mentale, emotivo e fisico. È un percorso che ti insegna a connetterti con te stesso, a scoprire la tua forza interiore e a coltivare la calma e la consapevolezza.

Per iniziare questo viaggio, voglio offrirti una sequenza yoga gratuita che ho creato appositamente per te, per aiutarti a gestire l’ansia e a riscoprire la pace interiore.

Non lasciare che l’ansia continui a limitare la tua vita. Il momento di intraprendere il tuo percorso di cambiamento è adesso e, se sei deciso a percorrerlo, ricorda che o sono qui per te, in ogni momento, per offrirti  il mio sostegno, la mia presenza e il mio aiuto.

Elisa

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