Trataka  – cos’é

Trataka è una pratica dello Yoga che viene contemplata sia come Shatkarma, ovvero come tecnica di purificazione, sia come Dharana, ovvero come pratica di visualizzazione/concentrazione.

Trataka viene tradotto come osservare, fissare e tradizionalmente si pratica con lo sguardo concentrato sulla fiamma di una candela.

Come tecnica di purificazione, trataka è molto utile per equilibrare il sistema nervoso, per alleviare la tensione nervosa, per curare l’insonnia, per migliorare la memoria e per sviluppare buona concentrazione e forza di volontà. Per questi scopi, lo sguardo fisso sulla fiamma della candela andrebbe mantenuto dai cinque ai dieci minuti, sbattendo il meno possibile le palpebre e lasciando che la purificazione avvenga anche attraverso una improvvisa lacrimazione degli occhi.

Dharana è così chiamato il gruppo di tecniche di visualizzazione, che conducono alle porte della meditazione. Trataka mantenuto oltre i quindici minuti diventa una tecnica di visualizzazione a tutti gli effetti, con profondo impatto su Ajna Chakra, anche chiamato il terzo occhio, a cui è fondamentale portare energia se si vuole intraprendere il cammino della meditazione. La pratica di Trataka come tecnica di Dhrana è anche un eccellente metodo per rimuovere alla radice complessi, problemi o pensieri ossessivi della mente. Spesso durante la pratica è buona cosa immaginare di “bruciare” nella fiamma della candela tutto ciò che emerge dalla mente a distrarre, e così facendo ci si libera gradualmente di comportamenti o personalità auto-limitanti, in favore di una nuova leggerezza e di una nuova visione.

Come si pratica

Per poter praticare Trataka basta procurarsi una candelina e appoggiarla su di un qualsivoglia supporto che permetta di tenerla ad altezza occhi, mentre si è seduti a gambe incrociate. L’asana meditativa può essere qualunque, basta che si riesca a mantenere la testa e la colonna dritte. La distanza tra la candela e gli occhi dovrebbe essere quella di un braccio.

Prima di iniziare la pratica è importante assicurarsi che non ci siano correnti d’aria a disturbare la stabilità della fiamma, e che la stanza di pratica sia abbastanza buia.

Una volta preparato tutto il necessario ed acceso la candela, è importante prendersi qualche minuto ad occhi chiusi per stabilire l’immobilità del corpo, per portare consapevolezza al proprio respiro naturale e per rilassare gli occhi dietro le palpebre chiuse.

Quando si è pronti, allora è possibile aprile gli occhi e guardare fisso la candela. Mantenere lo sguardo, sbattendo il meno possibile le palpebre, permetterà alla mente di focalizzare, “cancellando” automaticamente tutto il resto.

Se si sente la necessità di chiudere gli occhi dopo 1 o 2 minuti di pratica ciò è normale (soprattutto all’inizio) ed andrebbe assecondato chiudendo gli occhi, immaginando di continuare a guardare la candela, ma ad occhi chiusi. Quando gli occhi si saranno rilassati abbastanza, sarà possibile riaprirli e continuare la pratica. La regola che vale per Trataka, vale per qualsiasi altra pratica yoga, non forzarsi mai.

Terminato il tempo prescelto per la pratica ad occhi aperti, la pratica continua ad occhi chiusi. Per i primi istanti è abbastanza facile percepire un puntino luminoso che si manifesta al centro dello spazio che si apre davanti agli occhi chiusi. Soprattutto all’inizio, questo puntino luminoso tenderà a sposarsi dal centro e a dissolversi velocemente. Tuttavia, gradualmente, la volontà, la consapevolezza e l’incremento di energia psichica permetteranno di prolungare questi momenti di visualizzazione interna, e di prolungarli n maniera stabile. Una profonda trasformazione della personalità psichica avviene praticando regolarmente questa pratica di trataka.

Prima di riaprire gli occhi, al termine della pratica, è consigliato scaldare il palmo delle mani sfregandoli tra loro e poi poggiarli sugli occhi ancora chiusi, sentendo diffondere il calore in tutta l’area del viso.


Risorse utili: meditazione So-ham