Trataka: la pratica di purificazione e concentrazione

Sappiamo che non è facile affrontarsi, soprattutto affrontare la propria mente, soprattutto se si è in costante oscillazione tra paure, preoccupazioni e angosce. 

Lo Yoga è un valido strumento per affrontare la mente, è una via concreta e sicura per affrontare ed armonizzare la mente, e la pratica di Trataka che affrontiamo in questo articolo, è una pratica potente che agisce direttamente sullo stato mentale alterato. 

Trataka viene tradotto come osservare, fissare e tradizionalmente si pratica con lo sguardo concentrato sulla fiamma d’una candela.

Trataka viene utilizzato nello Yoga come pratica di purificazione e pratica di concentrazione. 

E’ una pratica di purificazione, perché allevia la tensione nervosa, equilibra il sistema nervoso, e molto spesso gli stati di insonnia vengono risolti grazie a questa pratica. C’è un netto miglioramento della memoria e si inizia a sviluppare buona concentrazione e forza di volontà.  

Meditazione Trataka è anche una pratica di concentrazione, di dharana in termini yogici, che conduce alle porte della meditazione. Quando lo sguardo sulla fiamma della candela viene mantenuto oltre i quindici minuti, si libera una grande energia in Ajna Chakra (conosciuto come il terzo occhio); gestire e innalzare questa energia è fondamentale se si vuole intraprendere il cammino della meditazione. 

Quando si libera energia in Ajna Chakra, tutto ciò che è complesso, trauma o pensiero ossessivo della mente si trasforma energeticamente, così da essere sciolto e rimosso alla radice come blocco di personalità.    

Spesso, durante la pratica, viene chiesto di immaginare di bruciare nella fiamma della candela tutto ciò che distrae la mente dalla focalizzazione, e ad un livello più profondo, di bruciare tutti i comportamenti auto-limitanti, ossessivi, che impediscono alla vita di fluire con naturalezza e leggerezza. 

Trataka - come si pratica

Cos’è il Trataka

Trataka viene tradotto come “osservare” o “fissare”. Spesso è considerato un ponte di consapevolezza tra le pratiche yoga orientate al recupero e al riequilibrio fisico, energetico e mentale, fondamentalmente asana e pranayama, e le pratiche Yoga “psichiche” che risvegliano stati superiori di consapevolezza (Raja Yoga). 

All’interno del panorama Yoga, Trataka viene considerata sia uno Shatkarma, ovvero una pratica di purificazione, sia Dharana, ovvero una pratica di visualizzazione/ concentrazione.

Attraverso la pratica di meditazione Trataka la mente riesce a liberarsi di tutto ciò che ha accumulato in una vita: complessi, problemi e pensieri, attitudini represse. Si riesce a dominare la classica tendenza della mente a oscillare nel passato e nel futuro, rendendola capace di cogliere il momento presente, e di rendere la visione interiore chiara. Quando si raggiunge un buono stato di purificazione mentale, grazie a meditazione Trataka, il potenziale latente della mente inizia a manifestarsi quasi spontaneamente nel praticante Yoga. 

I principi della meditazione Trataka

I principi della “meditazione” Trataka (con la fiamma di una candela) sono i seguenti: 

  • la pratica andrebbe sempre praticata in una comoda posizione a gambe incrociate, con la candela distante un braccio dagli occhi. 
  • Trataka potrebbe anche essere svolta come pratica singola, ma praticata dopo asana, pranayama, mudra e bandha, è una via sicura di realizzazione. 
  • Trataka ha due stadi: una meditazione esterna (bahiranga) che si avvale della candela (o di eventuali varianti sotto indicate), e una meditazione interna (antaranga), in cui gli occhi rimangono chiusi e il Trataka si crea internamente o richiamando a sé l’immagine della fiamma, oppure forme geometriche sacre (yantra), o una propria divinità personale, se la si ha. 
  • Se si soffre di epilessia, o semplicemente ci si trova più sereni a praticare Trataka in altre forme che non sia la fiamma della candela, ecco una lista di possibili “varianti” per meditazione Trataka: piccolo punto nero, luna piena, sole che sorge (mai farlo quando il sole é alto), sfera di cristallo, punta del naso, immagine nell’acqua, Yantra, Shivalingam, divinità personale, o il proprio Guru. 
  • Le persone che soffrono di glaucoma non dovrebbero praticare meditazione Trataka.

Trataka, la pratica di meditazione della candela

I benefici della pratica trataka

I benefici della pratica Trataka (meditazione della candela) sono diversi e agiscono sia a livello fisico, che a livello mentale e spirituale. Ecco i principali benefici della pratica:

  • viene corretta le debolezza degli occhi e alcuni difetti come la miopia. Gli occhi diventano luminosi e brillanti.
  • la mente ansiosa si rilassa, aumenta la stabilità mentale
  • rimuove l’insonnia e i problemi di agitazione e tachicardia durante il sonno
  • quando gli occhi sono fissi e immobili, la mente diviene stabile e calma
  • equilibra il sistema nervoso, alleviando qualunque tipo di tensione nervosa
  • migliora la memoria e aiuta a sviluppare buona concentrazione e forza di volontà
  • spiritualmente risveglia Agya chakra
  • è un’eccellente preparazione per la meditazione.  

Come praticare il Trataka    

Per poter praticare meditazione Trataka, basta procurarsi una candelina e appoggiarla su di un qualsivoglia supporto, che permetta di tenerla ad altezza occhi, mentre si è seduti a gambe incrociate. L’asana meditativa può essere qualunque, basta che si riesca a mantenere la testa e la colonna dritte. La distanza tra la candela e gli occhi dovrebbe essere quella di un braccio.

Prima di iniziare la pratica è importante assicurarsi che non ci siano correnti d’aria a disturbare la stabilità della fiamma, e che la stanza di pratica sia abbastanza buia.

Una volta preparato tutto il necessario ed acceso la candela, è importante prendersi qualche minuto ad occhi chiusi, per stabilire l’immobilità del corpo, per portare consapevolezza al proprio respiro naturale, e per rilassare gli occhi dietro le palpebre chiuse.

Quando si è pronti, allora è possibile aprire gli occhi, e guardare fisso la candela nel punto più luminoso. Mantenere lo sguardo, sbattendo il meno possibile le palpebre, permetterà alla mente di focalizzare, “cancellando” automaticamente tutto il resto.

Se si sente la necessità di chiudere gli occhi dopo uno o due minuti di pratica, ciò è normale (soprattutto all’inizio), e il gesto andrebbe assecondato chiudendo gli occhi, immaginando di continuare a guardare la candela, ma ad occhi chiusi. Quando gli occhi si saranno rilassati abbastanza, sarà possibile riaprirli e continuare la pratica. La regola che vale per meditazione Trataka, vale per qualsiasi altra pratica yoga: non sforzarsi mai.

Una volta completato Trataka ad occhi aperti, la pratica continua ad occhi chiusi. Per i primi istanti è abbastanza facile percepire un puntino luminoso, che si manifesta al centro dello spazio frontale, davanti agli occhi chiusi. Soprattutto se si è principianti, all’inizio questo puntino luminoso tenderà a spostarsi dal centro, e a dissolversi velocemente. Questo è normale che accada. Con gradualità e costanza, la forza psichica aumenterà, e si sarà in grado di visualizzare e mantenere la visualizzazione stabile al centro dello spazio frontale senza difficoltà. 

Prima di riaprire gli occhi, al termine della pratica, è consigliato scaldare il palmo delle mani sfregandoli tra loro, e poi appoggiarli sugli occhi ancora chiusi, sentendo diffondere il calore in tutta l’area del viso.

Trataka - come si pratica

Quando e quanto praticare il Trataka

Il momento migliore per praticare Trataka è il mattino presto, oppure notte inoltrata. Queste ore particolari conducono già da sole un po’ la mente in uno stato di calma, in quanto l’atmosfera è molto calma e silenziosa di per sé.

Per i principianti, è sufficiente praticare Trataka da uno a due minuti, e poi agire con gradualità. Da cinque a dieci minuti è già un’ottimo tempo per ottenere grandi benefici in corpo e mente. Chi soffre di insonnia o tensione mentale cronica dovrebbe praticare Trataka tutti i giorni, la sera prima di dormire, per un tempo che va dai dieci ai quindici minuti.   

Trataka - come si pratica

 

Trataka per ridurre lo stress e l’ansia

Trataka è anche una buona scelta per affrontare stati di ansia e stress. La pratica di Trataka aumenta la stabilità nervosa, rimuove l’insonnia, e rilassa la mente ansiosa. Quando gli occhi sono fissi e immobili, la mente diviene stabile e calma. La pratica aiuta a sviluppare anche una buona concentrazione e una forte forza di volontà, che serve per essere costanti. 

La pratica di Trataka agisce direttamente sul sistema nervoso, equilibrandolo, ed alleviando la tensione nervosa. 

Per risolvere insonnia cronica e tensione mentale, Trataka dovrebbe essere svolto per dieci o quindici minuti la sera, prima di dormire. 

 

Domande frequenti sul Trataka

  • Come fare Trataka?
    La pratica classica si fa con lo sguardo fisso sulla fiamma della candela, dai 5 ai 15 minuti.
  • A cosa serve il Trataka?
    Serve a calmare tensioni nervose accumulate, ad equilibrare il sistema nervoso, a portare la mente verso l’introspezione e la calma. Risveglia Agya Chakra.
  • Trataka che vantaggi offre?
    Calma la mente, allevia tensioni nervose, migliora la vista, equilibra il sistema nervoso, migliora la memoria e aiuta a sviluppare la concentrazione. Prepara la mente a stati di meditazione.

 

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